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Ortopedia

L’esame baropodometrico: cos’è, come funziona e quando farlo

La baropodometria è l'analisi strumentale della distribuzione delle pressioni plantari. Scopri come funziona la pedana baropodometrica, chi dovrebbe sottoporsi all'esame e cosa succede dopo la valutazione.

L’esame baropodometrico: cos’è, come funziona e quando farlo

Che cos’è la baropodometria

La baropodometria è una metodica di analisi strumentale che misura la distribuzione delle pressioni esercitate dal piede sulla superficie di appoggio durante la stazione eretta (analisi statica) e durante il cammino (analisi dinamica). Il termine deriva dal greco baros (peso, pressione), podos (piede) e metron (misura).

Attraverso una pedana baropodometrica — una piattaforma dotata di migliaia di sensori di pressione — è possibile ottenere una mappa dettagliata delle aree del piede che sopportano un carico maggiore o minore, identificare squilibri posturali, asimmetrie tra i due arti e anomalie nel pattern del cammino. Questi dati, visualizzati attraverso software dedicati in forma di mappe cromatiche e grafici, forniscono al tecnico ortopedico e al medico informazioni preziose per la diagnosi e la pianificazione del trattamento.

Come funziona la pedana baropodometrica

La pedana baropodometrica è composta da una superficie piana rigida al di sotto della quale sono posizionati numerosi sensori di pressione (da qualche centinaio fino a oltre 10.000 nei sistemi più avanzati). Questi sensori, di tipo piezoelettrico o capacitivo, rilevano le forze di contatto con una risoluzione spaziale molto elevata e con una frequenza di campionamento che può raggiungere i 500 Hz nei sistemi dinamici.

Il paziente viene fatto camminare sulla pedana o rimanere in piedi sopra di essa per un periodo di tempo definito. I dati vengono acquisiti in tempo reale e trasmessi al computer, dove il software li elabora generando:

  • Mappe di pressione: visualizzazione cromatica dove le aree rosse indicano pressioni elevate e quelle blu pressioni basse.
  • Centro di pressione (CoP): il punto ideale dove si concentra la risultante di tutte le forze di reazione del suolo, e il suo percorso durante il passo.
  • Simmetria degli arti: confronto quantitativo tra il carico sul piede destro e sinistro.
  • Analisi temporale del passo: tempi di appoggio del tallone, della mezzapiede e dell’avampiede, durata della fase di appoggio e di oscillazione.
  • Forze di reazione del suolo: nei sistemi dinamici più avanzati si misurano anche le componenti verticale, antero-posteriore e medio-laterale della forza di reazione.

Analisi statica e analisi dinamica: le differenze

L’esame baropodometrico si articola in due fasi complementari che forniscono informazioni diverse e ugualmente importanti.

Analisi statica

Nella fase statica il paziente rimane in piedi sulla pedana per alcuni secondi, prima con gli occhi aperti e poi con gli occhi chiusi (test di Romberg). Questa fase permette di valutare la distribuzione del peso a riposo, individuare eventuali asimmetrie posturali e testare il contributo del sistema visivo al mantenimento dell’equilibrio. In presenza di instabilità significativa con occhi chiusi, si indaga un eventuale deficit propriocettivo o vestibolare.

Analisi dinamica

Nella fase dinamica il paziente cammina sulla pedana (o lungo un percorso strumentato). Questa fase è più ricca di informazioni cliniche perché il cammino è la funzione principale del piede e la maggior parte delle patologie si manifesta con alterazioni del pattern locomotorio. Si valutano la sequenza di appoggio del piede, la distribuzione delle pressioni durante la fase di propulsione, la simmetria del passo e la traiettoria del centro di pressione.

Cosa misura concretamente l’esame

Al termine dell’esame, il referto baropodometrico riporta una serie di parametri quantitativi che il tecnico ortopedico interpreta in relazione alla storia clinica del paziente:

  • Pressione di picco: la pressione massima registrata su ciascuna area del piede, espressa in kPa o N/cm².
  • Pressione media: la media delle pressioni nel tempo di contatto, più rappresentativa del carico reale subito dai tessuti.
  • Area di contatto: la superficie del piede effettivamente a contatto con la pedana, indice della volta plantare (piede cavo = area ridotta, piede piatto = area aumentata).
  • Distribuzione percentuale avampiede/retropiede: in condizioni normali il retropiede (tallone) sopporta circa il 60% del carico in stazione eretta.
  • Angolo di Fick: l’angolo di extrarotazione del piede durante il cammino, indice di eventuali compensi posturali.

Chi dovrebbe sottoporsi all’esame baropodometrico

La baropodometria è utile per un’ampia gamma di pazienti. In particolare, è indicata in presenza di:

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  • Dolore cronico al piede: fascite plantare, metatarsalgie, neuroma di Morton, tallonite.
  • Dolori al ginocchio: gonalgie senza causa apparente che potrebbero essere secondarie a un difetto di appoggio plantare.
  • Dolori all’anca e alla colonna: lombalgie croniche, sciatalgia, dolore all’anca spesso correlate a asimmetrie del passo.
  • Deformità del piede: alluce valgo, piede piatto o cavo, dita a martello, che alterano la distribuzione dei carichi.
  • Diabete mellito: il piede diabetico con neuropatia periferica perde la sensibilità protettiva al dolore; la baropodometria identifica le aree a rischio ulcerazione prima che si sviluppino lesioni.
  • Sportivi: per ottimizzare la calzatura e il plantare in relazione alle specifiche richieste della disciplina praticata.
  • Bambini con disturbi della deambulazione: piede piatto valgo fisiologico vs patologico, difficoltà motorie che richiedono un intervento precoce.
  • Pazienti neurologici: esiti di ictus, sclerosi multipla, malattia di Parkinson, dove l’analisi del passo guida il programma riabilitativo.

Come prepararsi all’esame

La preparazione all’esame baropodometrico è semplice. È consigliabile:

  • Portare con sé le calzature abituali e, se disponibili, eventuali plantari già in uso.
  • Indossare abbigliamento comodo che permetta di vedere le gambe fino al ginocchio.
  • Informare il tecnico di eventuali patologie note, interventi chirurgici agli arti inferiori o terapie in corso.
  • Non eseguire attività fisica intensa nelle ore precedenti l’esame.
  • Portare eventuali esami precedenti (radiografie, risonanze, referti fisiatrici) per consentire una valutazione integrata.

L’esame non richiede preparazioni particolari, non è invasivo e non comporta alcun rischio per il paziente.

Quanto dura l’esame baropodometrico

La sessione completa, comprensiva di anamnesi, valutazione clinica, acquisizione dei dati sulla pedana e spiegazione dei risultati, dura generalmente dai 30 ai 45 minuti. Nei casi più complessi, dove si integrano valutazione posturale, analisi del cammino e prova di vari plantari, i tempi possono estendersi fino a un’ora.

Cosa succede dopo: il plantare su misura

Il risultato più frequente dell’esame baropodometrico è la realizzazione di un plantare ortopedico su misura. A differenza dei plantari generici acquistabili in farmacia o in negozio, il plantare personalizzato viene costruito sul calco del piede del singolo paziente (o mediante scansione 3D) tenendo conto dei dati baropodometrici: le zone ad alta pressione vengono scaricate tramite cave o supporti nella parte inferiore del plantare, le aree di piede cavo vengono riempite per distribuire uniformemente il carico.

I materiali utilizzati variano in base alle esigenze: EVA di diverse durezze, poliuretano espanso, fibra di carbonio, silicone e pelle per le parti a contatto con il piede. In Sanimarche realizziamo i plantari nel nostro laboratorio di tecnica ortopedica, con la possibilità di modifiche e adattamenti successivi inclusi nel servizio.

Differenza tra baropodometria e valutazione posturale

La baropodometria è spesso integrata con la valutazione posturale, ma i due esami non sono equivalenti. La valutazione posturale (che può avvalersi di stabilometria, foto posturali, goniometria) analizza l’assetto globale del corpo nello spazio, mentre la baropodometria si concentra specificamente sull’interfaccia piede-suolo. Idealmente le due valutazioni si completano: la postura influenza l’appoggio plantare e viceversa, e intervenire solo su un aspetto senza considerare l’altro porta spesso a risultati parziali.

Dove fare l’esame baropodometrico nelle Marche

Sanimarche esegue l’esame baropodometrico nei propri centri nelle Marche, con strumentazione di ultima generazione e tecnici ortopedici specializzati. Al termine dell’analisi, ricevi un referto dettagliato con le mappe di pressione e le indicazioni terapeutiche, che puoi condividere con il tuo medico o specialista. Se l’esame indica la necessità di un plantare su misura, possiamo realizzarlo direttamente nella stessa sede, abbreviando i tempi e garantendo continuità nel percorso di cura.

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