Ortesi e tutori: due termini spesso confusi
Nel linguaggio comune i termini “ortesi” e “tutore” vengono utilizzati come sinonimi, ma dal punto di vista tecnico esiste una distinzione importante. Un’ortesi è qualsiasi dispositivo esterno applicato al corpo con lo scopo di modificare le caratteristiche strutturali o funzionali di un segmento corporeo: può correggere un difetto posturale, limitare o guidare un movimento, scaricare una struttura dolorante o sostenere un arto indebolito.
Il tutore, invece, è una categoria specifica di ortesi la cui funzione principale è immobilizzare o stabilizzare un’articolazione dopo un trauma, un intervento chirurgico o in presenza di una patologia infiammatoria acuta. In sintesi: tutti i tutori sono ortesi, ma non tutte le ortesi sono tutori.
Questa distinzione non è solo accademica: incide sulla prescrizione medica, sul processo di fabbricazione (su misura o standardizzato) e sulle possibilità di rimborso da parte del Servizio Sanitario Nazionale.
Quando si usano le ortesi e i tutori
Le indicazioni cliniche per l’utilizzo di un’ortesi o di un tutore ortopedico sono molto variegate. Le principali situazioni in cui il medico o il fisioterapista ne raccomanda l’uso includono:
- Traumi acuti: distorsioni, fratture stabili, lesioni legamentose che richiedono immobilizzazione parziale o totale del segmento interessato.
- Patologie degenerative: artrosi di ginocchio, anca o colonna vertebrale, dove l’ortesi scarica le strutture articolari dolenti e riduce l’infiammazione.
- Patologie neurologiche: esiti di ictus, paralisi cerebrali o neuropatie periferiche, dove il dispositivo compensa la perdita di funzione muscolare e previene le deformità.
- Periodo post-operatorio: dopo artroscopie, ricostruzioni legamentose, osteotomie o protesizzazioni parziali.
- Attività sportiva: prevenzione delle recidive in atleti con instabilità articolare cronica o dopo la ripresa dell’attività agonistica.
- Patologie pediatriche: displasia dell’anca, piede torto, scoliosi idiopatica in fase di sviluppo.
Le principali tipologie per distretto corporeo
Ortesi della caviglia e del piede (AFO)
Le ortesi caviglia-piede sono tra le più prescritte. Comprendono le cavigliere elastiche semplici, le cavigliere semirigide con supporti laterali e le ortesi rigide in polipropilene o carbonio che controllano la flessione dorsale e plantare. Sono indicate nei drop foot da lesione neurologica, nelle instabilità croniche di caviglia, negli esiti di frattura del malleolo e nelle tendinopatie achillee gravi.
Tutori di ginocchio (KO e KAFO)
Esistono tutori funzionali per la stabilizzazione del legamento crociato anteriore o posteriore, tutori semirigidi per l’artrosi compartimentale (che scaricano il compartimento mediale o laterale) e tutori rigidi post-chirurgici con cerniere bloccabili. I tutori KAFO (coscia-gamba-piede) sono invece riservati a pazienti con deficit muscolare esteso o patologie neurologiche che interessano l’intero arto inferiore.
Corsetti e busti per la colonna vertebrale
Dalle semplici lombari elastiche ai corsetti rigidi per scoliosi come il corsetto di Boston o il corsetto di Cheneau, i dispositivi per la colonna vertebrale hanno l’obiettivo di ridurre il carico sui dischi intervertebrali, limitare i movimenti dolorosi o correggere le curve patologiche durante la crescita. Il corsetto lombare semirigido è tra i presidi più richiesti, specialmente dopo episodi acuti di lombalgia o ernia del disco.
Polsiere e ortesi per il polso
Molto usate nelle sindromi da sovraccarico (tunnel carpale, tendiniti), nelle fratture del radio distale e nelle artropatie infiammatorie come l’artrite reumatoide. Possono essere morbide, semirigide o dotate di stecca palmare rigida per immobilizzare completamente il polso in posizione neutra.
Spallacci e ortesi per la spalla
Le ortesi di spalla vanno dalla semplice fascia a otto per le fratture della clavicola agli apparecchi abduttori post-chirurgici dopo riparazione della cuffia dei rotatori o protesizzazione di spalla. La corretta posizione di immobilizzazione è fondamentale per il buon esito della guarigione.
Collari cervicali
Il collare cervicale morbido è indicato nelle cervicalgie acute e nei colpi di frusta di grado lieve-moderato. Il collare rigido (tipo Philadelphia o minerva) è invece riservato alle fratture cervicali stabili o al periodo post-operatorio sulla colonna cervicale. L’uso prolungato del collare morbido senza indicazione medica è sconsigliato perché può indebolire la muscolatura paravertebrale.
Hai bisogno di un tutore o di un'ortesi?
I tecnici ortopedici di Sanimarche ti accolgono nei nostri centri nelle Marche per una valutazione personalizzata. Analizziamo la tua situazione clinica e ti proponiamo la soluzione più adatta, sia in serie che su misura.
Chiama il 0733 686083Chi prescrive un’ortesi o un tutore
La prescrizione spetta al medico specialista (ortopedico, fisiatra, neurologo, reumatologo) o al medico di medicina generale nei casi più semplici. Per i dispositivi erogabili dal SSN è necessaria la ricetta medica su apposito modulo regionale. Il tecnico ortopedico non può prescrivere, ma svolge un ruolo fondamentale nella valutazione funzionale, nella scelta del modello corretto e nella personalizzazione del dispositivo.
Su misura o in serie: come scegliere
La scelta tra un’ortesi confezionata in serie e una realizzata su misura dipende da diversi fattori:
- Ortesi in serie: prodotte industrialmente in taglie standardizzate, sono adatte per condizioni acute e temporanee, per morfologie corporee nella norma e quando la funzione richiesta è semplice (contenimento, lieve stabilizzazione). Hanno costi inferiori e sono disponibili in tempi rapidi.
- Ortesi su misura: costruite direttamente sul corpo del paziente mediante calco in gesso o scansione 3D, sono indispensabili in presenza di morfologie particolari, di patologie complesse che richiedono precise correzioni biomeccaniche, o di situazioni croniche in cui il comfort e l’aderenza perfetta sono essenziali per la compliance terapeutica.
In Sanimarche realizziamo sia ortesi in serie che dispositivi completamente personalizzati, con laboratorio interno di tecnica ortopedica.
Materiali utilizzati
I materiali moderni hanno rivoluzionato il mondo delle ortesi. Oggi i tecnici ortopedici possono scegliere tra:
- Polipropilene termoplastico: leggero, modellabile a caldo, rigido ma lavorabile per aggiustamenti successivi.
- Carbonio: resistentissimo e leggerissimo, ideale per le ortesi dinamiche per il piede e per le protesi sportive.
- Neoprene e lycra: per i dispositivi morbidi, compressivi, confortevoli nel contatto cutaneo.
- Alluminio e acciaio inossidabile: per i componenti articolati (cerniere di ginocchio, caviglia) che devono sopportare carichi elevati.
- Silicone medicale: per le interfacce di contatto, le imbottiture e i liner delle protesi.
Come indossare correttamente un’ortesi
Indossare l’ortesi nel modo corretto è fondamentale per ottenere il beneficio atteso ed evitare complicazioni. Alcune regole generali:
- Controllare sempre la cute prima e dopo l’uso: arrossamenti, abrasioni o zone di pressione devono essere segnalati immediatamente al tecnico.
- Indossare calze o sottovesti tecniche (senza cuciture sporgenti) tra pelle e dispositivo rigido.
- Allacciare le cinghie o i velcro partendo dalla parte più distale verso quella prossimale, per garantire un sostegno progressivo.
- Rispettare i tempi di utilizzo prescritti: indossare il tutore troppo poco o troppo a lungo rispetto alle indicazioni riduce l’efficacia terapeutica.
- Non modificare autonomamente le regolazioni: qualsiasi adattamento deve essere eseguito dal tecnico ortopedico.
Cura e pulizia delle ortesi
La durata e l’igiene del dispositivo dipendono dalla cura quotidiana. Per i dispositivi rigidi in polipropilene, pulire con un panno umido e sapone neutro, evitando solventi aggressivi. Per i componenti in neoprene o lycra, lavare a mano con acqua tiepida e sapone delicato, lasciando asciugare all’aria lontano da fonti di calore. Le cerniere metalliche vanno lubricate periodicamente con olio silicone. In caso di odori persistenti, esistono spray antibatterici specifici per presidi sanitari.
Rimborso SSN: cosa sapere
Il Nomenclatore Tariffario delle protesi e degli ausili (aggiornato con DPCM 2017) prevede il rimborso di molte tipologie di ortesi per gli aventi diritto. Per ottenere il rimborso è necessario:
- Ottenere la prescrizione medica con la specifica del dispositivo e la diagnosi.
- Presentare la prescrizione alla propria ASL di riferimento per l’autorizzazione preventiva.
- Rivolgersi a un centro ortopedico convenzionato con il SSN (come Sanimarche) per la fornitura.
- Conservare la documentazione per eventuali controlli successivi.
I tempi di attesa e le modalità possono variare da ASL a ASL: il nostro staff è a disposizione per guidarti in ogni passaggio burocratico.

